Salvare la razza Burlina
La volontà di salvaguardare la razza Burlina nasce dalla consapevolezza dell’importanza che riveste la tutela della biodiversità, vista come utile risorsa culturale, umana e tecnica.
Inoltre si sta radicando sempre più la volontà di correggere gli errori compiuti in passato quando era stato previsto di abbandonare la razza Burlina fino alla sua estinzione (voto del II° Convegno zootecnico delle Venezie tenutosi a Vicenza il 19.09.1954 presso la C.C.I.A.A.).
1-Recupero dei terreni abbandonati
L’aspetto fondamentale dell’azione di recupero di queste razze
Il recupero dei terreni abbandonati ed impervi è senz’altro l’aspetto fondamentale dell’azione di recupero di queste razze che si sono sviluppate nei millenni in condizioni estreme e che hanno assunto caratteristiche morfologiche di adattamento e di resistenza alle avversità in generale.
Le condizioni attuali di allevamento tecnologico ne hanno impoverito l’aspetto di resistenza alle avversità; inoltre la produttività attuale è fortemente condizionata dalla applicazione di standard ottimali sia alimentari che ambientali in genere.
Una vacca Burlina che in montagna superava spesso le crisi alimentari invernali con una alimentazione a base di foglie secche di faggio rimaneva lo scrigno di frugalità, di attitudine al pascolamento nel bosco e fra i dirupi più impervi; uno scrigno di resistenza alle malattie in genere, di longevità, e nello stesso tempo di precocità e di istinto genesico riproduttivo.
2-Tutela della biodiversità
Garanzia di un bene prezioso acquisito nel tempo
La salvaguardia della Burlina è senz’altro importante perché con il suo recupero viene garantita la variabilità genetica; di conseguenza è fondamentale e necessario garantire anche la sopravvivenza della razza.
Viviamo i tempi moderni in cui gli indirizzi zootecnici vengono modificati, a volte radicalmente, con azioni che sembrano contraddittorie, quali i tentativi di meticciamento delle attuali razze per giungere ad una resistenza alle patologie e una sufficiente riproduzione.
Rimane essenziale la conservazione delle razze presenti e, a maggior ragione, il recupero di quelle “quasi estinte”, utilizzando quei barlumi o minimi residui di razza ancora individuabili.
La biodiversità è garanzia di un bene prezioso acquisito nel tempo e che abbiamo l’obbligo di trasmetterle alle generazioni future.
Le potenzialità, le nuove ricerche, le nuove esperienze in campo agricolo possono aiutare nello sviluppo di nuovi indirizzi produttivi.
3-Qualificazione dei prodotti tipici e tradizionali
accrescere il valore del prodotto con la certificazione
Il recupero e la diffusione della razza “Burlina”, oltre a contribuire alla salvaguardia della biodiversità animale, costituisce un’opportunità di sviluppo economico per i nostri ambienti agricoli attraverso l’individuazione di percorsi di valorizzazione del latte e della carne.
La “tracciabilità di razza” può offrire la possibilità di verificare con sistemi oggettivi e scientifici l’origine dei prodotti di derivazione animale. Questo tipo di approccio è di particolare interesse per i prodotti strettamente legati alla razza o alla specie dalle quali sono ottenuti, come alcuni tipi di formaggi, carni e salumi e può essere considerato uno strumento per accrescere il valore di certificazioni di qualità (marchi DOP e IGP).